Ascoltare con il cuore

Ascoltare con il cuore 

Il pellegrino, è una persona che si mette in cammino, ma il suo camminare è vano se al tempo stesso non si mette in ascolto.

ascoltare

In  ascolto di Dio, dell’ universo, della vita, della natura, del proprio cuore…

Il pellegrino sa che ci saranno momenti di solitudine, di silenzio, di stanchezza, di dubbio e ascolterà cercando di capire.

C’è un racconto orientale che parla dell’ importanza di saper ascoltare ciò che non si può udire, e oggi te lo voglio regalare.

 

Udire l’inudibile

In un tempo lontano, un re decise di mandare suo figlio dal Maestro Pan Tseng per farlo educare e prepararlo a diventare un buon sovrano. 

Il saggio maestro portò il giovane principe nel cuore della foresta e lo lasciò solo con un compito: tornare dopo un anno per descrivere tutti i suoni della foresta.

preghiera

Passato l’anno, il principe tornò dal maestro e disse con orgoglio:

  • «Maestro, ho sentito il canto degli uccelli.»

  • «Ho udito il fruscio delle foglie mosse dal vento.»

  • «Ho sentito il ronzio delle api e il grugnito dei cinghiali.» 

Il maestro lo guardò, scosse la testa e disse: «Non sei ancora pronto. Torna nella foresta e ascolta ancora.» 

Il giovane tornò nel bosco, confuso e un po’ indispettito. Per giorni e notti rimase seduto in silenzio, chiedendosi cosa potesse aver mancato. Un mattino, mentre sedeva immobile, iniziò a distinguere dei suoni mai sentiti prima.

Tornato dal maestro, il principe parlò con una nuova umiltà:

  • «Maestro, quando sono rimasto davvero in silenzio, ho sentito il suono dei fiori che si aprono al sole.»

  • «Ho sentito il rumore della terra che beve la rugiada del mattino.»

  • «Ho udito il suono dell’erba che cresce.»

Il maestro sorrise e lo benedisse dicendo: «Udire l’inudibile è la virtù necessaria per governare. Solo quando un sovrano impara ad ascoltare ciò che non viene detto, i bisogni non espressi della gente, i dolori nascosti e i desideri silenziosi del suo popolo, può sperare di ispirare fiducia, capire i problemi e governare con giustizia.»

 

Comincio questo cammino per imparare ad udire l’inudibile cercando di avvicinarmi sempre di più alla verità. E in questo cammino verso la verità voglio immaginare che il Poverello di Dio benedica ogni pellegrino con le parole che rivolse a Frate Leone

«Benedicat tibi Dominus et custodiat te; ostendat faciem suam tibi et misereatur tui. Convertat vultum suum ad te et det tibi pacem. Dominus benedicat frater Leo, te.»

 

«Il Signore ti benedica e ti custodisca.

Mostri a te il suo volto e abbia misericordia di te.

Volga a te il suo sguardo e ti dia pace.

Il Signore ti benedica Frate Leone»

 

Il cammino mi attende, un abbraccio, e che il Signore ti benedica.

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