Ascoltare con il cuore
Il pellegrino, è una persona che si mette in cammino, ma il suo camminare è vano se al tempo stesso non si mette in ascolto.

In ascolto di Dio, dell’ universo, della vita, della natura, del proprio cuore…
Il pellegrino sa che ci saranno momenti di solitudine, di silenzio, di stanchezza, di dubbio e ascolterà cercando di capire.
C’è un racconto orientale che parla dell’ importanza di saper ascoltare ciò che non si può udire, e oggi te lo voglio regalare.
Udire l’inudibile
In un tempo lontano, un re decise di mandare suo figlio dal Maestro Pan Tseng per farlo educare e prepararlo a diventare un buon sovrano.
Il saggio maestro portò il giovane principe nel cuore della foresta e lo lasciò solo con un compito: tornare dopo un anno per descrivere tutti i suoni della foresta.

Passato l’anno, il principe tornò dal maestro e disse con orgoglio:
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«Maestro, ho sentito il canto degli uccelli.»
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«Ho udito il fruscio delle foglie mosse dal vento.»
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«Ho sentito il ronzio delle api e il grugnito dei cinghiali.»
Il maestro lo guardò, scosse la testa e disse: «Non sei ancora pronto. Torna nella foresta e ascolta ancora.»
Il giovane tornò nel bosco, confuso e un po’ indispettito. Per giorni e notti rimase seduto in silenzio, chiedendosi cosa potesse aver mancato. Un mattino, mentre sedeva immobile, iniziò a distinguere dei suoni mai sentiti prima.
Tornato dal maestro, il principe parlò con una nuova umiltà:
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«Maestro, quando sono rimasto davvero in silenzio, ho sentito il suono dei fiori che si aprono al sole.»
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«Ho sentito il rumore della terra che beve la rugiada del mattino.»
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«Ho udito il suono dell’erba che cresce.»
