Tornare è un po’ morire

Tornare è un po’ morire

Ho paura dell’incontro con il passato che ritorna Per confrontarsi con la mia vita.

Ho paura delle notti piene di ricordi Che incateneranno i miei sogni.

Gardel, Volver

Io già ti vedo, Itaca, sottile all’orizzonte
come pensiero clandestino che fa male.
O sei miraggio della mente che vuole tornare
come fanciullo alle tue adorate sponde?

Tornare, come Ulisse a Itaca

Troppa strada nel sale e nel sangue
lunghe notti a chiamare i miei morti
ho perso nomi, promesse e volti
in una guerra che l’odio non spegne

Rivedo la cenere di Ilio,
e sogno le grida dei miei compagni
compagni caduti per seguire il passo mio
senza vedere l’alba dei ritorni.

Tornare a Itaca

Ora, davanti alla mia terra tremo
non per il mare, non per il vento
temo a me stesso più che a Polifemo
io, ombra senza radici, senza tempo

Tesserà ancora Penelope Il mio nome?
o dal suo cuore m’ha potuto cancellare?
ed esiste ancora… o ha smesso di aspettare
l’isola che abbandonai e che porto nel cuore?

Sono stato fedele al mio destino?
o, seguendo il cammino che il fato
da sempre mi teneva preparato,
nella lontananza l’ho io tradito?

Dieci anni in mezzo al mare,
mi domando se fu avventura
ad impedire il mio passo o la paura,
l’angoscia che si sente al ritornare.

Bando agli indugi, su Itaca facciamo vela,
senza tremare per ciò che sarà.
Che quanto è scritto avvenga
pagherò il suo prezzo alla verità.

Se Itaca non è più come la sogno,
se la mia donna è cambiata, o io lo sono,
l’ancora getterò comunque nel mio regno
e affronterò ciò che in me resta dell’uomo.

Io già ti vedo, Itaca, sottile all’orizzonte,
come pensiero clandestino che fa male.
O sei miraggio della mente che vuole tornare
come fanciullo alle tue adorate sponde?

Carlo De Amicis 17 giugno 2026
,

Deja una respuesta

Tu dirección de correo electrónico no será publicada. Los campos obligatorios están marcados con *

search previous next tag category expand menu location phone mail time cart zoom edit close