Il santuario della Verna nel mio prossimo cammino
Car@ amic@,
voglio condividere con te alcune riflessioni che mi accompagnano nella preparazione del prossimo cammino.

Ogni cosa al suo posto
Se vogliamo comprare pane, formaggio, pomodori o pasta, probabilmente andiamo al supermercato.
Se vogliamo comprare un libro, con ogni probabilità andremo in una libreria o faremo ricorso agli acquisti online.
Per uno spettacolo? Ci sono cinema, teatri e televisione.
Per conoscere una persona dell’altro sesso? Un locale notturno o Tinder sono opzioni abituali oggigiorno (anche se, personalmente, ho sempre osservato che una biblioteca può essere un’ottima alternativa).
Un appuntamento con Dio
Ma se uno vuole incontrarsi con Dio, dove deve recarsi?
Dovremo forse andare all’Esselunga, alla FNAC, in una libreria Feltrinelli o all’ufficio anagrafe del Comune?
Sembrerebbe più logico leggere le Sacre Scritture o entrare in una chiesa.
O, meglio ancora, visitare i carcerati e i malati, oppure vestire gli ignudi che spesso giungono sulle nostre strade fuggendo da guerre e persecuzioni.
Tutte le opzioni precedenti (Esselunga compresa) sono valide, dal momento che non sappiamo come e quando Dio possa manifestarsi nella nostra vita.
Tuttavia, sono convinto che esistano momenti nei quali è necessario abbandonare la nostra zona di comfort per prepararci a un incontro autentico e profondo con il Signore.
Lasciare la zona di comfort
Lo stesso Gaber cantava che «il giudizio universale non passa per le case e gli angeli non danno appuntamenti».
È il momento di metterci in cammino, di isolarci, di lasciare alle nostre spalle tanta inutile zavorra e di metterci in ascolto.
Ed è per questo che il 22 giugno mi metterò in cammino sulla Via di Francesco.
Dove comincerà il mio cammino?
Da una montagna: la montagna della Verna.
Sul monte il Signore provvede
I monti sono da sempre un luogo privilegiato per incontrare il Signore.
È su un monte che Abramo si dispone a sacrificare suo figlio Isacco, quando il Signore si manifesta e gli dice di fermarsi.
È su un monte che il Signore si manifesta a Mosè sotto forma di roveto ardente ed è sempre su un monte che gli consegna le tavole della Legge.

Su un monte Gesù proclama il discorso delle Beatitudini; ed è su un monte che gli apostoli assistono alla Trasfigurazione di Cristo. Sempre su un monte Cristo viene tentato dal demonio.
Dopo l’Ultima Cena si ritira sul Monte degli Ulivi in preghiera.
Sul Monte Calvario viene crocifisso, affida il suo spirito al Padre e perdona coloro che lo stanno crocifiggendo.
Il monte delle stimmate
E il monte dal quale io inizierò a camminare, la Verna, è un luogo particolarmente emblematico nella vita di San Francesco.
Questo monte, situato nell’Appennino toscano, rappresenta uno dei luoghi più sacri della vita del Santo. Donato a Francesco nel 1213 dal conte Orlando Cattani, divenne il suo rifugio spirituale per eccellenza e il teatro del suo evento mistico più famoso.
La Verna fu un’oasi di silenzio e raccoglimento, dove si ritirava regolarmente per sfuggire alle tensioni interne all’Ordine e dedicarsi al digiuno e alla preghiera. Le profonde spaccature delle rocce gli ricordavano la Passione di Cristo e il terremoto che, secondo i Vangeli, accompagnò la morte di Gesù sul Golgota.
Le stimmate (1224)
Nell’estate del 1224, durante un periodo di digiuno e preghiera di quaranta giorni, Francesco chiese intensamente a Dio di poter partecipare fisicamente e spiritualmente alla Passione di Cristo.

